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Archive for the ‘premi’ Category

Miglior fiction a IL GRANDE TESORO, di Simone Marangi.

Per l’ottimo lavoro svolto con i bambini e il buon lavoro di regia e di scrittura.

 

Miglior documentario a ALICE, di Chiara Leonardi.

Siamo alla presenza di un’autrice che si mette in gioco con grande consapevolezza e che propone una storia che arriva e si unisce alle nostre storie.

 

 

Miglior U.N.O. a NOTTURNA, di Giuseppe Onelia.

Per la costruzione di uno sguardo complesso, rivolto all’interno e all’esterno di noi, rimane il desiderio di proseguire con il viaggio.

 

Menzione Speciale della Giuria a SUPERBOY, di Arianna Travostino.

Una Commedia che racconta una storia emozionante e che si distingue per la leggerezza e l’equilibrio dei tempi di narrazione.

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MIGLIOR FICTION – MIO FRATELLO di Simone Bozzelli

Per la vibrante interpretazione di Andrea Arcangeli e Lorenzo Picco capaci di dare verità e spessore alle brevi scene di (a)normalità domestica raccontate con sensibilità dal soggetto di Simone Bozzelli. Nell’affrontare uno spaccato familiare complesso, la regia di Bozzelli sceglie di tenere la telecamera incollata ai suoi attori enfatizzando con intelligenza l’atmosfera e le dinamiche intime e, al tempo stesso, claustrofobiche, di questo racconto di de-formazione affettiva.

 

MIGLIOR DOCUMENTARIO – RITE OF PASSAGE di Alessia Zampieri

Docufiction più che documentario, il film di Alessia Zampieri trova nella delicatezza ovattata delle sue immagini il suo elemento fondante. Complice un commento sonoro avvolgente e la magnetica voce off di Hanae Marie Aoki, le sequenze di Rite of passage ipnotizzano lo spettatore trasformando il panorama norvegese in vero e proprio luogo dell’anima e che ci ricorda come la ricerca sia sempre di qualcosa che non può essere trovato ma solo anelato, desiderato.

La giuria tiene a sottolineare una nota di merito a questo eccellente progetto, perchè riesce a fondere con naturale grazia sia l’elemento documentaristico che la narrazione creata dalla regista.

 

MIGLIOR UNO – DODICI PAGINE di Luigi Lombardi

Per aver saputo integrare il girato di finzione con quello para-documentaristico dando vita a una koinè di linguaggi che trova nel racconto onirico una grazia e un vigore sorprendenti. Toccante e insieme visionario, nonostante qualche imprecisione tecnica e i debiti vistosamente lynchiani, il film vive dei fascinosi movimenti di macchina che accompagnano la vertigine narrativa con incedere sognante, della suggestiva fotografia e di un’accurata composizione scenica.

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Vincitori 2014

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Miglior cortometraggio

La Baracca di Federico Di Corato e Alessandro De Leo

Per la capacità di rendere, attraverso la padronanza del linguaggio filmico e una ottima direzione dei giovanissimi attori, una storia di formazione a suo modo “classica” e per questo sempre attuale: la fatica di crescere.

 

 

Miglior documentario

Sotto le coperte di Joan Florez

Il regista conduce con delicatezza e senza falsi pudori il racconto della sessualità e del desiderio dal punto di vista di un portatore di handicap. Giunge ad una tale fiducia ed intimità con i suoi protagonisti che consente di mostrare aspetti inattesi, crudi ma  anche poetici.

 

Miglior UNO

Royal bravada di Stefano Aschieri, Andrea Lucano ed Antonio Zingaro

Il filmato descrive tutta la criticità dell’accelerazione dell’esperienza quotidiana tramite i social media senza moralismi. I registi mostrano grande consapevolezza nel potere evocativo delle immagini. Un oggetto filmico non identificato al confine tra pura suggestione visiva e classico racconto breve con rovesciamento finale.

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Ingrqanaggi Sospesi, di Ludovica Mantovan, ha vinto il primo premio come miglior film del festival Video.it .

Il cortometraggio è il risultato della ricerca di tesi triennale per la scuola di Media Design, ispirato ai racconti orali di suo nonno, racconta, infatti, la vita di Giovanni Volpato, un ragazzo di 17 anni imbarcato durante la seconda guerra mondiale a bordo del sommergibile Torelli.
Nella routine militare, intrappolato come in una botte, l’alienazione è totale. È pedina mentre i giorni si confondono con le notti e la paura durante gli attacchi è a forza controllata. Anche quando si trovano apparentemente liberi, la loro condizione non fa che condannarli a una dipendenza da quella macchina che è salvezza e prigione al tempo stesso.
Nella sospensione provocata dal sommergibile i dialoghi si perdono, i personaggi rimangono sconosciuti e interscambiabilie i fatti tendono a confondersi e ad avere limitata importanza nello scenario allargato della situazione del sommergibilista. Quello che rimane è privo di qualsiasi genere di didascalia visiva, talvolta sconnesso e volutamente alienante.

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Ieri sera si è conclusa l’ottava edizione del festival Nabawood, ecco a voi la lista dei vincitori ed il giudizio della giuria:

per la sezione Animazione il premio va a:

 Stefano Aschieri, Perla Sardella e Samanta Faini per

L’ultimo capodanno dell’umanità

Il ritmo tiene, il contesto narrativo è chiaro. Gli elementi che vengono introdotti compiono il percorso. Narrazione semplice e concisa.

 

Per la sezione Fiction il premio va a:

Tobia Passigato per

Partitura incompiuta

Una breve storia d’autore, chiara nell’intenzione, curata negli aspetti di produzione, ritmata nella costruzione narrativa e nel montaggio, riesce a coinvolgere e catturare l’attenzione, con un finale divertente e intelligente

 

per la sezione Documentari il premio va a:

 Luca Di Meo per

West Edges

Atmosfera che incanta ma non soltanto con immagini suggestive e un abile uso della colonna sonora. Il montaggio lineare mantiene un ritmo che funziona e la scrittura continua a rivelare contesti e prospettive diverse sul tema, dal privato allo scientifico. Con pochi elementi narrativi riesce a mantenere alto il coinvolgimento dello spettatore. Interessante uso delle interviste, la parola non è pesante né ridondante. Il modo in cui le persone vengono riprese aggiunge atmosfera e colore al racconto.  La poetica del lavoro è retta da una struttura narrativa sapientemente gestita.

“Ottimo lavoro, mi è tornato in mente più volte anche il giorno dopo” a detta di uno dei giurati.

 

Per la sezione UNO il premio va a:

Matteo Giovanelli per

Fratello 69

Interessante l’idea di affrontare un documentario che non ha un protagonista umano, rinuncia alla parola ma insiste sulla partecipazione emotiva dello spettatore. Ottimo esercizio di osservazione documentaristica dalle immagini curate e suggestive. Azzeccato l’elemento drammaturgico del cambio di prospettiva, andando verso il micro, dove la malattia genera vita. Un lavoro che offre molti spunti e suggerisce diversi contesti interpretativi, dalla scienza alla religione, rimanendo però nella pura narrazione.

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Dopo una lunga gestazione ecco a voi i due cortometraggi realizzati dagli studenti della Scuola di Media Design della NABA.

Si tratta di “Indovina che manca a cena?” di Raffaele Siniscalco Dorotea Pace e Laura Bianco, e “Il trasloco” di Giulio Volpe, Matteo Stefan e Federico Dicorato.

L’obiettivo di questo progetto era raccontare come la tradizione del pane riesca ad evocare nella nostra memoria momenti intimi e delicati provando ad trasmetterli attraverso un linguaggio un po’ diverso dalla comunicazione a cui siamo abituati quando parliamo di Mulino Bianco.

Barilla ha quindi selezionato alcuni fra gli studenti della Scuola di media design della NABA per realizzare due piccole narrazioni che possano parlare proprio ai ventenni, ora. (altro…)

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Siamo ben orglogliosi di presentare la giuria del festival 2011. I giurati incontreranno gli studenti vincitori in un pitching in cui potranno stottoporre un loro lavoro o un futuro progetto.

Francesco Jodice

Usa la fotografia e la produzione audiovisiva come mappatura dei raccordi fra comportamento sociale e paesaggio urbano. Negli ultimi tempi la sua ricerca si e’ mossa verso l’osservazione e l’indagine di dispositivi parassitari di fruizione dell’opera d’arte a partire dall’invasione di nuovi spazi pubblici quali TV e internet come ampliamenti e protesi dello spazio museale.

I suoi lavori sono stati esposti a Documenta di Kassel, alla Biennale di Venezia, Liverpool e São Paulo, e alla Triennial of Photography and Video New York.

Alessandro Abate

Direttore della fotografia e operatore per il cinema, ha lavorato per I piu’ importanti set cinematografici italiani degli ultimi anni, con registi del calibro di Amelio, Ferrara, Kiarostami, Cipri’ e Maresco, la sua ricerca si muove trasversalmente fra cinema di fiction e documentario.

Dario Zonta

Critico cinematografico pubblica per riviste e quotidiani oltre ad essere una delle voci della migliore trasmissione radiofonica dai tempi di Marconi, Hollywood party.
Da qualche anno ha intrapreso una coraggiosa attivita’ di produzione nella cinematografia documentaria, nella sua scuderia il film di Pietro Marcello “La bocca del lupo”.

 
Filippo Solibello
Autore e conduttore radiofonico e televisivo è stato per undici anni la voce di Caterpillar su Radio2. Da settembre conduce Caterpillar AM sulla stessa rete e in contemporanea anche su RaiNews e
Rai3.
Per la televisione ha condotto Star Trekking, Quelli di Caterpillar e Caternoster, sempre su Rai3 e ha lavorato a Effetto Sabato su Rai1. Nel 2008 ha scritto Nostra Eccellenza, insieme a Massimo Cirri, per la casa editrice ChiareLettere. Nel 2007 è stato insignito dell’Ambrogino d’Oro.

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